Storie di Donne

Donne che hanno scelto di partecipare ai webinar e ai laboratori di Scrittura Senza Censura. Donne che hanno scelto di raccontarsi senza più timori e nessuna paura.

Raccontarsi è un atto creativo, raccontarsi è un gesto ribelle, e per essere ribelli serve il coraggio di perdere la corazza che ci tiene al sicuro, è come denudarsi ed esporre la nostra pelle, con il rischio di sentire freddo o troppo caldo, di essere graffiate ma… anche accarezzate.

Già, accarezzate, con i webinar e i laboratori di Scrittura Senza Censura abbiamo imparato che esporsi ci libera, che non è pericoloso come pensavamo, abbiamo scoperto che raccontare la nostra storia è come tornare a respirare dopo l’apnea.

Esporre la propria pelle fa paura ma ci permette di sentire tutto, e di capire come vogliamo essere accarezzate, abbracciate e amate. Cominciando a farlo da sole, senza aspettare nessuno. Trasformando le sensazioni in storie da condividere, in poesia, in parole d’amore…

Quel luogo in cui era finita era del tutto sconosciuto. Era sola, in una terra di mezzo dove non era mai stata, senza appigli, senza parole con un senso, senza più sapere niente. Non aveva né desideri né interessi.
Era successo in un pomeriggio qualsiasi di fine agosto, non avrebbe saputo dire quale. Un agosto con un caldo da sfinire.
Scopri come rabbia, tristezza e sensazioni fisiche possono diventare alleate per ascoltare meglio te stessa. Un viaggio nel sentire, nell’intuizione e nella scrittura autobiografica, fino a Caro Diario.
Non sono mai stata brava con i diari perché non avevo mai niente da raccontare...
Si mise in viaggio con la sola presenza di se stesso, camminò per giorni, mesi, anni, navigò oceani, attraversò deserti, pianure, valli, guadò ruscelli e fiumi, scalò montagne, superò ghiacciai ed alla fine la sua tenacia fu premiata, approdò nell’ Isola senza Spine e lì fu una nuova stagione...
“L'eleganza della visione del distacco e dell'assenza di Carlo sono su ben altre posizioni. Tutti gli argomenti, che porti alla tua mente, all'apparenza funzionano e niente può forzarti a cambiare. Ma è invece la naturale sconfitta del tuo intelletto: tutto lo induce a cadere sui suoi punti deboli...
Carico della sua angustia  desiderò raggiungere quel posto meno assolato,  in cui avrebbe potuto nascondersi,  quel posto  in cui tutto poteva accadere,  perché nulla era visibile e confrontabile con le forme quotidiane.
Si sentiva disorientata… dove aveva sbagliato? Perché non era arrivato l’Amore promesso dalla Grande Madre? Guardava la sua pelle, le prime righe, qualche macchia, un velo di tristezza sul volto. Sentiva che la sua forza vitale era sopita. Poi capì.
È stanco, Andrea. Stanco di andare a caccia di demoni, stanco di questa missione di merda. Stanco di vivere così. Ora forse è la volta buona che smette...
Si raccontavano tante leggende su quel luogo ma quella che maggiormente le donne amavano era immaginare che, su quello scoglio, ci fosse un Tempio dedicato alla Luna.
Da Violetta a Viola a Violetta, … avanti e indietro sulla linea del tempo, posso vedere chi ero, chi sono, cosa si è perso, cosa ritrovare.
Aspettarti non serve, la vita è movimento, non attesa. Iniziare a fare un passo, in qualsiasi direzione, è la prima cosa da fare quando non si sta bene dove si è.
Mi chiamo Alessia, ho ventidue anni e porto in grembo un’altra me.
Impietrita, in quello che adesso le pareva un incubo, osservava i suoi mille volti da tutte le angolazioni, in un caleidoscopio di emozioni che non era mai riuscita ad affrontare...
Forza, aveva anche provato varie volte, e a più riprese, a ricostruire il suo passato cercando di capire se ne avesse uno, e se avesse mai avuto una vita prima della sua nascita a trent’anni.
L'acqua scivola via veloce, in gorghi e salti tra i massi che affiorano. Scroscia, rimbalza, gorgoglia e corre via. A vedere tutto quello scorrere incessante Agata si sente una palla di grasso.
Il mio gioco preferito è quello della conoscenza che non ha fine, che fa trepidare per la scoperta dell’ignoto, che fa guardare ogni cosa come nuova, pulita, viva.
Cronaca coraggiosa e irriverente, di certo non politically correct, di un grande non amore...
Sei ancora in bilico tra la vecchia e la nuova te. La tua amica scrittrice ti dice da un po’ che è ora di accettare la tua parte strega e metterla d’accordo con la tua parte razionale. Nessuna è migliore dell’altra. Sono tutte e due te.
Anima, ho bisogno che tu mi aiuti a rivivere la mia vita con i tuoi occhi ed il tuo punto di vista. Che mi aiuti a capire come le persone che ho amato e che amo, ma che mi hanno abbandonato o fatto soffrire, mi abbiano anche aiutato ad evolvere, come dici tu. E se tra queste, c’è qualcuno che ritornerà quando sarò pronta.
Scrivere mi ha permesso di volare tra le miriadi di stelle, di piangere lacrime appese a migliaia di occhi, che dal cielo ci guardano e di intingervi la mia penna con l’inchiostro delle maree per creare da esse un fiume di poesia...
Con te, libero da ogni obbligo, voglio assaporare le note più dolci e soavi dell’estasi; voglio essere portato nell’oblio totale dove io possa annullarmi e piacevolmente rinascere
“Perche’ prendere quell’autobus?” Si era chiesta più volte. “Perche’ andare in aeroporto?” “Per volare dove?”
Ero da sola, nuda, esaltata e felice, un tutt'uno con il temporale che complice copriva i miei vocalizzi e i singhiozzi. La notte come un sipario mi avvolgeva...
Ci hai dedicato tempo prezioso, energie magnetiche, danze rituali, parole ironiche...
È trascorso qualche anno da quel momento. Ho imparato a conoscere meglio il mare. Ora capisco quando è in subbuglio o agitato e allora mi faccio da parte, lo osservo silenziosa...
Non so con certezza dove vanno a finire le bolle di sapone, ma so che possono arrivare lontano, qualsiasi sia la loro destinazione...
Arrivata a casa pulii frettolosamente la polvere, feci scattare le arrugginite serrature, al suo interno c'era...
Aspetto che tu torni al più presto perché desidero nuovamente annusare la tua pelle che profuma di limone e miele e per amarti pienamente...
È forse l'oscurità una cosa negativa, od ognuno di noi la ricerca almeno un po’? Forse il bene non ci soddisfa così tanto da accontentarci, è per questo che cerchiamo il nostro lato oscuro nel mondo
Tornare a casa e non trovarti è stato un altro grande dolore da affrontare perché tutto parlava di te...
I miei pensieri mossi dalle mie emozioni si agitano si rincorrono tra le pieghe del mio cuore
Non piangere da sola non conviene il dolore non passa si trattiene
Ho cambiato: Scarpe per rincorrerti Pelle per piacerti Lavoro per arrivare in alto Amici per assomigliarti Città per trovarti...
Iniziò a gridare girando nuda per casa, mettendo a nudo il suo corpo metteva a nudo anche la sua anima, e si sentiva bruciare dentro...
Ripenso a ciò che mi ha detto e un pensiero continua a tormentarmi: perché non è stato in grado di rialzarsi?
Viva impetuosa calda respiro i tuoi baci palpitanti impazienti intensi
Una sera, un po’ euforici tutti e due, lei emozionata mangiava un cioccolatino dietro l’altro, lui succhiava mentine come un matto… a un tratto un bacio. Per tutti e due una rivelazione… ma come erano buoni la menta con il cioccolato!
Sarà un gesto inaspettato Un viso sconosciuto La fede che avevi perso e hai ritrovato Un nuovo inizio Tutto è possibile Ma tu non lasciare che il coraggio sbiadisca Mai
Margherita infinita Mimosa intensa Polpa bianca Narciso sensuale Carne e sogno
Ora che sai la verità puoi decidere se rimanere e venire a cena con me, oppure andartene…
libertà braccia tese all’universo profumi
Anche se sei lontana ti sento vicina, ti trovo nelle cose che vedo, in quelle che porto con me...
Aprimi il cancello, che salgo nel tuo giardino! 
Una vecchia valigia piena di polvere e sbeccature, ma forse anche dell'essenza dei sogni che qualcuno ha portato con sé, fra le pieghe della biancheria di cotone grezzo, dal profumo di cenere e fiori di lavanda
Anche se nessuno avrebbe ricordato ormai il suo nome, il suo viaggio era cominciato stringendo una misera valigia di cartone.
farò tesoro delle tue parole...
Una bambina che per la prima volta si apriva e veniva vista, riconosciuta, essendosi messa a nudo di tutto, mostrando le sue emozioni, le sue insicurezze, i suoi sentimenti, il suo Essere...
Poi c’è la famiglia dell’anima, la più bella, luminosa e calda. Le anime che scegli di incontrare, che ti illuminano il cammino, che arrivano quando meno te l’aspetti...
Liberi di essere Liberi di amarci Liberi di esistere
Volevo dirti che ho imparato a conoscerti e a volerti bene. Mi sono lasciata andare ai tuoi consigli.  Ho capito chi sei e non vorrei mai stare senza di te. Sei troppo importante. 
E allora un altro seme, per testardaggine mia, o per tenacia, o per fiducia, non so… un altro tentativo ancora. Un piccolo seme adagiato e sepolto nella terra scura…
Guardandosi allo specchio quella sera, si accorse di qualcosa di interessante. Non che non si fosse mai osservata finora ma quel giorno per la prima volta nel suo viso scorse la bellezza
Sono indecisa, paurosa, insicura e sono coraggiosa, vitale e fiduciosa. Sono una mamma e una donna che si giudica e si colpevolizza troppo. Sono alla continua ricerca della mia essenza.
Dentro la valigia di tessuto azzurro cielo misi un po' di cose, non tanta roba. Ed infine riempii le tasche laterali con sorrisi, impegno, consapevolezza, sincerità, un bel costume da mare e lo spazzolino da denti. 
Parole che cadono nel vuoto se nessuno le ascolta Parole vestite di promesse non mantenute Quelle nascoste in una bugia Quelle mute che si fanno complici Parole gridate con rabbia e con rancore O sussurrate in un amplesso
Siamo alla vigilia di un altro nuovo anno e mi chiedo con quali parole congedarmi per far posto all'anno che verrà
E se qualcuno mi invita? Sarò goffa, pesterò i piedi ma trabocca il mio cuore del ritmo della musica.
Danzo su ardenti braci di rabbia e sangue musica antica delle mie genti
Amelia l'etichetta di famiglia non si stacca. Ad Amelia non piaceva tanto stare in riga
Prigioniera nei suoi sentimenti, impartiti da chi ha guidato i suoi passi, oggi cerca di dare una risposta a quella fanciulla
Acqua che scorre vorticosa, a guardarla dal ponte dà il capogiro, ponte che unisce le sponde, ad attraversalo tutto occorre tempo.
Tu non sei i tuoi pensieri, non sei la tua immagine, non sei identificabile nei ruoli che hai scelto o che la vita ti ha assegnato. Tu sei tu, semplicemente.
Il peggio era passato, se lo era lasciato alle spalle e mai più si sarebbe voltata indietro per vedere cos’era rimasto.
Qui l’acqua scorre lentamente, creando forme e percorsi, arricchendosi di esperienza e tesori invisibili, da portare alla luce più avanti, quando sarà arrivato il giusto momento.
Non c’è più filtro tra uomo e natura, non ci sono veli, né separazioni, c’è legame, comunione, connessione…
Ho voglia di amarti senza condizioni senza se e senza ma solo io e te, qui e ora, nel presente e nell'eternità...
Sceglierò qualcosa di morbido, colorato, con un bel suono. Voglio essere la sua nonna preferita. E fantastico, fantastico qui sulla mia poltrona...
Quanto diverso è il nostro mondo, basta così poco e le nostre orbite non si incontrano più, deragliano tangenti impazzite che faticano a rimanere ancorate alla realtà.
E vi immagino. Fate semplici e buone a tratti guerriere agguerrite e crudeli. Sfaccettature di un 'anima che cambia... che si espande, si contrae.
Là, dove senza toccarci saremo abbracciati...
Lasciar emergere... prendere contatto... rinnovarsi costantemente. Continua a darmi ciò di cui ho bisogno, la Vita, solo a volte ciò che desidero.
Amore mio, eccomi qua... come sai non mi è mai piaciuto scrivere perché ho sempre pensato che parlare fosse l'unico modo per comunicare fra due persone.
Bionda. Alta. Lineamenti spigolosi. Platelet, o meglio Platty come tutti la soprannominavano, forse un po' soprapensiero arricciò il naso.
Si è staccata da un albero radicato vicino al bordo del fiume, non perché fosse trascinata dal vento, si è staccata volutamente, spinta da qualcosa dentro di lei...
Mi sono stancata di buio ma ho sete d'ombra, mi sono stancata di luce abbagliante, ma ho fame di incanto, del contrasto che divide, linea sottile che unisce.
- Saranno oltre vent'anni che non ti fai vedere. Dove sei stata per tutto questo tempo? E poi, perché sei sparita? - Non fare troppe domande tutte insieme e...
Sono alla fermata dell'autobus, ferma, immobile, pietrificata. Il gelo è dentro di me. Sarà che sono congelata e non me ne rendo conto.