E se la rabbia fosse non fosse il problema?
E se non lo fosse nemmeno quella tristezza che arriva al mattino, appena apri gli occhi?
Quella malinconia che non sai spiegare.
Quella sensazione di mancanza che, stranamente, sembra essere sempre già lì ad aspettarti.
E se invece di essere qualcosa da mandare via, da guarire o da mettere a tacere, fossero lì per dirti qualcosa?
Perché noi siamo bravissime a distrarci.
Ci inventiamo cose da fare, riempiamo le giornate, pensiamo ad altro.
E per un po’ funziona.
Poi però quella sensazione torna.
E noi:
Perché sono di nuovo arrabbiata?
Perché mi sento così?
Ma non dovrei stare bene?
E magari arriva anche il famoso:
«C’è gente che sta peggio.»
Come se il nostro sentire avesse bisogno di una giustificazione.
Il corpo spesso arriva prima
Io ho imparato che posso raccontarmi molte cose con la testa, ma il corpo spesso ha già capito.
Un nodo in gola.
Quel buco nello stomaco.
Una pesantezza che non sai spiegare.
Quella sensazione stranissima che ti prende quando dici sì, mentre dentro di te qualcosa sta dicendo chiaramente no.
bb
Che cosa sto sentendo?
A me è capitato tante volte di non voler ascoltare la risposta.
Avevo preso una decisione e pensavo di doverla portare avanti a tutti i costi.
Non avevo tempo per i dubbi.
O forse non volevo averne.
Perché ammettere che qualcosa non lo volevo più significava affrontare le conseguenze.
Cosa penseranno?
Deluderò qualcuno?
E se poi me ne pento?
Così rimaniamo.
Anche quando dentro di noi qualcosa continua a dire: non voglio più stare qui.
“Ormai”
Ci sono parole che sembrano innocue e invece possono tenerci ferme per anni.
Una di queste è ormai.
Ormai sono sposata.
Ormai ho questa età.
Ormai questo è il mio lavoro.
Ormai ho fatto questa scelta.
Come se a un certo punto della vita ci fosse una porta che si chiude e noi non potessimo più cambiare idea.
È successo anche a te?
Io ho continuato a vivere per inerzia, come un giocattolo con la carica a manovella.
Tutto funzionava finché mi sono fermata.
Avevo 2 figli quasi adolescenti, e un’altra piccolina di 2 anni. Sembra un’altra vita, e in effetti lo era. Viviamo innumerevoli vite, non trovi?
Comunque ti parlo di 17 anni fa.
A volte non possiamo fare fagotto ed entrare in un’altra vita, così, come si cambia un vestito.
Soprattutto quando hai altri esseri umani di cui occuparti.
Cosa si fa?
Adattamento Creativo…
Eh già, quando la nostra situazione sembra impossibile da cambiare si trovano fonti di vita.
Correnti fresche, o calde.
Chi come me comincia a scrivere, chi comincia a camminare, chi si iscrive a un corso di ballo, chi di pittura, chi va a raccogliere le erbe, si appassiona e inizia a fare corsi.
Chi scopre la meditazione.
Chi comincia a leggere libri di mindfulness, crescita personale.
Chi fa un viaggio con una meta in Paesi lontani.
Non sono effetti placebo, sono piccole rivoluzioni interiori che portano all’ascolto e a un cambiamento che arriva, un passo alla volta.
Noi donne abbiamo una forza incredibile, una capacità sovrumana alla rinascita, e qualche modo lo troviamo.
Perché ascoltarsi non significa necessariamente che poi molleremo tutto.
A volte significa dire una cosa che non hai mai detto.
Mettere un confine.
Dare spazio a un’idea.
Smettere di fare qualcosa solo perché «si è sempre fatto così».
Oppure semplicemente ammettere:
«Questa cosa non mi fa più stare bene.»
E vedere cosa succede dopo.
Ti va di scrivere?
Rispondi a questa domanda:
Se quello che sento adesso -rabbia, stanchezza, apatia, tristezza, sofferenza- fosse una persona, che persona sarebbe?
Quali caratteristiche avrebbe?
Cosa mi direbbe?
Senza correggerti.
Senza cercare la risposta giusta.
Senza chiederti subito cosa dovresti fare.
Perché qualche volta, quando smettiamo di chiedere alla mente di risolvere tutto e cominciamo ad ascoltare quello che sentiamo, qualcosa si fa più chiaro.
Ed è proprio da qui che nasce Caro Diario.
Caro Diario
Caro Diario è uno spazio piccolo e protetto in cui tornare a parlare con te stessa attraverso la scrittura.
Non faremo scrittura creativa.
Non cercheremo di scrivere bene.
Partiremo da quello che senti: dalle emozioni, dalle sensazioni, dai ricordi, dalle cose dette e soprattutto da quelle rimaste dentro.
Perché ci sono parti di noi che magari abbiamo zittito per anni e che, nonostante tutto, continuano a parlarci.
Io voglio ascoltarle insieme a te.
E magari scoprire che quella rabbia che ti sembrava un problema, quella tristezza che volevi mandare via, quella strana sensazione nella pancia…
avevano qualcosa da raccontarti.
Caro Diario parte il 22 settembre e saremo solo 6 donne.
Se questa idea ti incuriosisce, puoi venire a vedere cosa succede dentro il percorso.
Non devi sapere già cosa vuoi cambiare.
Puoi semplicemente cominciare da quello che senti.
Enrica Lagan Zerbin


