Tutto quello che non sono più

– Saranno oltre vent’anni che non ti fai vedere. Dove sei stata per tutto questo tempo? E poi, perché sei sparita?

– Non fare troppe domande tutte insieme e soprattutto non farmi domande di cui conosci già la risposta, per piacere!

– Sì, scusami! È che mi sei mancata tantissimo e ora che ti rivedo… mi sale il magone in gola. Adesso resti vero?

Avrei voluto risponderle che “sì, resto per sempre” e prometterle che non l’avrei mai più lasciata; che d’ora in poi avremo fatto tutto insieme, ogni cosa; che ci saremo anche divertite e saremo state spensierate come un tempo.

Come le donne prima dei mariti a cui pensare e i figli da crescere.

Come le donne prima di essere completamente sole, anche in mezzo ad un milione di persone.

Come le donne prima di sentirsi sole anche dentro letti diventati troppo stretti troppo in fretta.

Come le donne prima che l’amore si trasformi in un dolore da ingoiare.

Come le donne prima che la casa diventi una gabbia soffocante.

Come le donne prima che il principe azzurro si mostri imperfetto come qualsiasi altro uomo e anche peggio.

Come le donne prima che diventino invisibili, oscurate dall’ombra dei ruoli che la cultura impone loro sin dalla nascita e ancor più col matrimonio.
“Evviva gli sposi!” e il riso lanciato insieme al grido festoso si conficca nella carne come spilli vudù.

Uno spillo sulle spalle per i carichi di responsabilità che la donna dovrà portare.
Uno spillo sulla testa per tutta l’energia che dovrà investire per far girare quello che diventerà il suo mondo ma che di suo avrà ben poco.
Uno spillo nel fegato per la rabbia che dovrà ingoiare; uno nel cuore per i torti che subirà e uno sul viso perché tutto questo peso addosso la imbruttirà.

Avrei voluto risponderle che non avrebbe mai rischiato di morire di stanchezza per tenere insieme i pezzi di sé stessa che a poco a poco avrebbe sentito cadere e avrei voluto portarla via con me, per sempre. E invece non ho detto una parola. L’ho abbracciata forte per farle sentire la mia presenza, ho sfiorato con tenerezza le sue fragilità e ho pianto, con lei.

– Resta! Credevo di averti persa per sempre.
Sei bellissima e forte, intelligente e profonda, meravigliosamente Donna. Sei tutto quello che io ora non sono più. Ho bisogno di te.

Romina Vidali

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