Delicata e fragile

Sei stato piantato di nuovo, un’altra volta, un altro tentativo.

Un piccolo seme adagiato e sepolto nella terra scura, così come avevo piantato altri semi prima di te.

Semi che dopo pochi giorni avevano fatto capolino ed erano cresciuti diventando un verde e fragile accenno di piantina che, nonostante l’acqua e la luce, in pochissimi giorni era appassita ripiegandosi su se stessa per andare a morire. Lasciandomi dentro un vago senso di sconforto e inquietudine, perché era come se, sentito il mio umore, la mia debolezza, percependo il mio silenzioso rumore di sottofondo, avesse perso essa stessa l’energia di crescere e di crederci.
E allora un altro seme, per testardaggine mia, o per tenacia, o per fiducia, non so… un altro tentativo ancora. Un piccolo seme adagiato e sepolto nella terra scura…
E poi sei spuntata tu, piccola piantina verde delicata e fragile.

Mi sono presa cura di te, stavolta l’ho fatto in modo diverso perché l’esperienza mi ha insegnato la quantità d’acqua necessaria che ti serve, la giusta esposizione alla luce del giorno di cui hai bisogno… e quando il tuo stesso peso sembrava cominciare a piegarti, ho provveduto e ti ho sorretto, ora con un bastoncino, ora con un altro… ti ho aiutato e tu ti sei appoggiata continuando a crescere, sostenuta, forte e coraggiosa.

Il tuo sottilissimo fusto verde si è adattato cambiando andamento, posizione, fluendo ora verso destra, ora di nuovo verso l’alto.

Le poche foglioline nate per prime si sono un poco afflosciate, ma nuove foglioline sono nate dalla tua punta, che insistente spinge per allungarsi e continua il suo viaggio.

Ora ti guardo e comprendo, so perché i semi piantati prima di te hanno trovato così pochi giorni di vita:
perché erano stati piantati con la mia “sola aspettativa” che crescessero forti.
All’alba del primo giorno del nuovo anno, invece, ti ho piantato senza aspettativa alcuna, ma con il “solo intento” di prendermi cura di te esattamente come fossi io stessa quel sottile filo verde…come se fossi io…. e il mio intento è stato di darti (darmi) tutto il mio amore e tutto il mio supporto.

Da te, piccola piantina, ho imparato che le prime foglie ora raggrinzite lì dietro sono servite da maestre alle foglie nuove affinché spuntassero timide ma desiderose; allo stesso modo quando mi guardo indietro, le esperienze maestre  alle mie spalle sono servite per far nascere qualcosa di nuovo e spero di migliore in me.

Da te, piccola piantina, ho imparato che quando il peso si fa troppo importante,  occorre trovare un sostegno amico; così come i fardelli che mi porto addosso possono diventare più leggeri se ho qualcuno che mi offre la sua mano, per darmi il suo aiuto, la sua presenza.

Ora ti guardo e comprendo… da te, piccola piantina, sto imparando la fiducia.

Mi sono fidata del mio intento e delle cure che potevo darti, e tu ti sei fidata del sostegno che ti ho offerto.

Questa forse è la lezione più importante che mi stai insegnando: avere fiducia in me stessa, e tornare ad aprirmi alla fiducia negli altri.

E mentre ti guardo, tu te ne stai lì e sembri dirmi….  “Su forza, che ci vuole!”

Tu, così delicata e fragile… ma così forte e coraggiosa!!!

Monia Zampilli

 

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3 risposte

  1. Cara monia..
    Ho piano sai perché
    Tu descrivi così bene una cosa vera
    In questi giorni
    Una piccola vita si è spenta nel buio profondo
    Non capiremo mai
    Quale ragione ci catapulta
    dal paradiso alla tristezza
    Forse non era
    Il tempo suo stabilito?
    E a noi ora non resta che
    Stringerci tutti vicini in attesa fiduciosa
    Che una nuova piccola scintilla trovò a via per rischiarare con un Po di felicità
    Il nostro domani …

    1. Grazie Cornelia.
      Ci vuole tanta tanta Fiducia… nella vita e negli eventi, per quanto duri e dolorosi siano! Un abbraccio

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