Caro papà,
sono trascorsi undici lunghi anni dall’ultima volta che ci siamo visti e parlati, eppure a me sembra che sia trascorso un secolo tanto mi manchi .
Quando il mio medico seppe  della tua malattia mi disse: -Trascorri  più tempo che puoi con lui perché presto andrà via per sempre.
È stato proprio con la tua perdita che ho capito il significato della parola per sempre. Ho ancora nel cuore il giorno del tuo funerale, è stato tremendo perché ho capito che con la tua perdita crollavano tante mie certezze. Tornare a casa e non trovarti è stato un altro grande dolore da affrontare perché tutto parlava di te, dal profumo della brillantina che usavi per tenere ben fermi i  tuoi  folti capelli neri, all’odore del tuo profumo che si sentiva per tutta casa.
Caro papà, sei stato un genitore molto severo e per questo, da bambina, ero sempre alla ricerca del tuo consenso, cercavo di fare le cose che sapevo piacevano a te, vederti orgoglioso di me mi rendeva felice anche se, a volte, la tua rigidità ci teneva distanti. Ma al cuore non si comanda ed io ho avuto per te sempre un grande affetto, il mio amore per te è stato più forte delle tue punizioni, dei tuoi rimproveri.

Da te ho imparato l’amore per l’arte, per la musica, mi dicevi sempre che era importante studiare, viaggiare, ritenevi la cultura un elemento fondamentale della vita perché apriva le porte del mondo. Ci tenevi tanto che noi cinque figli, legatissimi tra noi, studiassimo.
Ricordo provando un tuffo al cuore, quando frequentavo il secondo anno del magistrale, la gita a Roma, tu cercavi  di farci vedere più cose possibili perché dicevi che era la città più bella del mondo mentre noi non vedevamo l’ora di sederci e mangiare un gelato. I momenti più teneri che ho vissuto con te come figlia sono quelli che abbiamo trascorso insieme nell’ultimo anno della tua vita, finalmente ho potuto abbracciarti tutte le volte che volevo e coccolarti, ti sei lasciato addirittura pettinare, tagliare i capelli da me! Finalmente sentivo nel mio cuore quell’amore di padre tenero, affettuoso, che avevo sempre cercato. Cosa darei per rivederti, sentire la tua voce, chiacchierare con te, raccontarti dei miei figli che ti amavano tanto, ritrovarci insieme ai miei fratelli e alla mamma come succedeva una volta. Lo so che questo non sarà più possibile però con questa lettera voglio dirti che tu occupi sempre un posto importante nel mio cuore, ringraziarti per i valori che mi hai insegnato perché la persona e la mamma che sono oggi lo devo anche a te. Sei stato e resterai per me il papà migliore del mondo.

Io sono convinta che un giorno ci ritroveremo e allora sarà di nuovo festa.

Ti abbraccio, anche se in modo virtuale, sempre con grande affetto.

Tua figlia

Emilia

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