Il sogno

Si è staccata da un albero radicato vicino al bordo del fiume, non perché fosse trascinata dal vento, si è staccata volutamente, spinta da qualcosa dentro di lei e leggera si è adagiata sull’erba morbida.

 

Adesso sta lì a guardarsi intorno e si domanda:

“Perché mi sono staccata? Non è il momento, non è autunno!”

Piccoli rumori provengono dall’alto.

Guarda su le altre foglie sue sorelle, ancora attaccate al ramo dell’albero.

Loro la guardano, ridono, schiamazzano, la chiamano, alcune divertite altre preoccupate:

“Sei pazza, cosa fai? Vieni, torna, non è tempo!”

Ma la foglia oramai si è staccata, non può più tornare e non ha alcuna voglia di tornare.

 

Amava tanto la sicurezza di quel ramo che era la sua casa, amava tanto la linfa di quel padre che con amore l’aveva nutrita e in mezzo alle sue sorelle stava bene, si sentiva protetta.

Eppure…

La luce del sole filtrava appena, qualche altra foglia ne mitigava l’abbraccio. Il calore del sole lo sentiva, ma qualche altra foglia sopra di lei attenuava quel bacio.

La terra l’avrebbe conosciuta quando oramai inanimata, raggrinzita e coi colori sbiaditi sarebbe fluttuata giù con le sue sorelle, quando di tempo non ce ne sarebbe stato più!

 

Da sempre il suo sogno era di ammirarne l’arcobaleno con i suoi bellissimi colori, nella sua pienezza e impermanenza e volare da un orizzonte all’altro, invece di vederlo appena tra una foglia e l’altra.

 

Istintivamente si rivolge sorridendo alle altre foglie:

“Che paura avete? Prima o poi anche voi dovrete venire giù. Sono scesa prima, per vedere com’è.”

 

All’improvviso comprende cos’è che l’ha spinta a lasciarsi cadere prima del tempo: curiosità, desiderio, coraggio.

La curiosità del mondo che si cela oltre quei rami e le sue fronde!

E ora lo sa… la terra è soffice, delicata, deliziosamente profumata, ne vede la bellezza, i suoi colori, le sue forme e si sente accarezzare mentre è ancora pulsante di vita.

Desidera essere completamente esposta al sole ed assaporarlo senza penombra alcuna!

E ora lo sa, è così forte e caldo il suo abbraccio, così dolce e ardente il suo bacio.

Il coraggio di lasciare le sue certezze e le sue sicurezze per andare verso l’ignoto. Non sa quanto tempo le sarà concesso, non sa per quanto tempo la linfa rimasta nelle sue vene la terrà in vita. Ore? Forse giorni? Non lo sa!

In questo sta il suo coraggio. Affidarsi alla vita.

Le altre foglie sono tranquille e sicure sull’albero. Le osserva.

Lei è sempre stata inquieta e si è sempre sentita diversa, nonostante la loro stessa forma, gli stessi colori, le stesse sfumature, sebbene provenisse dallo stesso albero e avesse avuto lo stesso nutrimento!

Quante domande si è posta in tutto quel tempo.

Ora comprende una semplice verità. Non è diversa, è unica.

Si alza una folata di vento che la solleva e la posa sulla superficie del fiume.

L’ acqua in questo momento è tranquilla, la piccola foglia sa che la corrente potrebbe diventare improvvisamente forte e travolgerla. Ma lei è pronta ad accogliere quello che deve arrivare e che la porterà dove è necessario andare, non se ne preoccupa ora.

Ora rimane!

Rimane lì, a godersi il dolce e rilassante cullare dell’acqua del fiume.

Non sa cosa la attende, cosa dovrà affrontare, cosa le potrà sbarrare la strada o cosa gliela renderà più semplice e quanto tempo le rimane… si lascia trasportare con fiducia.

Vede il Sole che le sorride, sente il Vento che l’accarezza e l’Acqua che l’abbraccia. E vede la Terra, alle due sponde del fiume, pronta ad accoglierla in ogni momento per farla riposare quando sarà ora di rimanere, quando quel viaggio sarà terminato.

Ma un giorno ne farà un altro, sotto altra forma, da qualche parte nell’Universo!

Quello stesso Universo che all’improvviso, ora, fa apparire nel cielo terso, azzurro e limpido un grande arcobaleno… nessun temporale, nessuna nuvola, solo un grande arcobaleno con i suoi bellissimi colori, in tutto il suo splendore, nella sua pienezza ed impermanenza.

Il realizzarsi di un sogno.

Un dono…

per una piccola foglia coraggiosa e felice.

Monia Zampilli

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