Aria

La fanciulla correva impaurita nella foresta.
Era buio, non riusciva a trovare il sentiero perché la luce della luna a fatica penetrava tra i folti rami degli
alberi.

Trasaliva ogni volta che sentiva vicino a sé il canto della civetta o l’ululato di un lupo. All’improvviso
vide una grotta e fu tentata di ripararsi al suo interno, ma poi si bloccò, col timore che potesse essere la
tana di un orso o anche solo il dormitorio di centinaia di pipistrelli.
Tornò a correre, le parve di vedere un po’ di luce oltre il bosco, ma si ritrovò a scivolare velocemente in un
dirupo.

Spaventata, sudata, col cuore che batteva all’impazzata, quasi non aveva il coraggio di aprire gli occhi. Si
toccò prima il volto e il corpo a rassicurarsi di essere tutta intera dopo la rovinosa caduta. E finalmente vide
la luce: era al sicuro, lontana dal buio della foresta e dagli animali feroci.

Aveva raggiunto una spiaggia, la luna e le stelle illuminavano il cielo e il mare era calmo.

Di lì a poco il sole sarebbe sorto… il cielo all’orizzonte iniziava a schiarirsi e con lui anche l’anima della fanciulla.

Il peggio era passato, se lo era lasciato alle spalle e mai più si sarebbe voltata indietro per vedere cos’era
rimasto. Voleva guardare solo davanti a sé, curiosa ed attirata dal nuovo paesaggio che le si era
presentato.
Si alzò benché un po’ dolorante e si avvicinò all’acqua, finalmente libera.

Simona Argiolas

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