Lettere dal Silenzio

Casa

Ti scrivo perché mi sono commossa leggendo una della tue lettere, parlavi della tua casa, di come l’hai dovuta lasciare.

So come ti puoi essere sentita, ho lasciato la mia casa anch’io, tanto tempo fa. Ero una bambina quando i miei genitori hanno deciso che ci saremmo trasferiti per il lavoro di nostro padre. All’inizio mi sentivo euforica, ma quando siamo partiti con il furgoncino pieno di vita trascorsa, ho realizzato che non si poteva portare via la mia vita vissuta al paese su quel furgone, e tutta l’euforia è svanita, ho avuto paura come mai nella vita.

La casa ti dà un’identità, senza casa sei un qualcuno qualsiasi.

Il paese definisce e modella chi sono, senza, torni ad essere uno tra tanti.

A distanza di anni sono ancora qui che cerco un posto da chiamare “casa”.

 

-Anonimo

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