È forse l’oscurità una cosa negativa, od ognuno di noi la ricerca almeno un po’?
Forse il bene non ci soddisfa così tanto da accontentarci, è per questo che cerchiamo il nostro lato oscuro nel mondo; lo cerchiamo negli altri quel volto amico/nemico che non osiamo incontrare di persona ma che nell’altro ci attrae e ci respinge, ci affascina e ci turba.
Io l’ho trovato in lui, impresso nel suo sguardo che mi guarda e ride, ride della mia gioia perché sa già che sarà la causa della mia sofferenza.
E la mente tanto razionale quanto spietata mi impone il suo pensiero e mi ripropone le sue parole: “Sai io e te in fondo ci assomigliamo parecchio”, ripensandoci capisco il perché.
Curioso esattamente come lo sono io.
La sua bocca ride per nascondere la tristezza e l’angoscia celati nello sguardo, tristezza che mi è appartenuta a lungo e che a volte è ancora lì e si fa sentire attraverso il vuoto che emerge nei momenti di solitudine; la solitudine di quando sei sola, sola tra tanti.
La sua apatia è la stessa che a volte si prende gioco di me e non mi fa sentire non mi fa desiderare nulla, nemmeno di affrontare le cose.
Il suo duro giudizio verso il mondo, la rabbia, per una realtà non compresa e dunque non accettata che si trasforma in aggressività dopo essere stata a lungo repressa, rivedo la me stessa di qualche anno fa.
Ma una cosa mi differenzia, ed è la consapevolezza. La stessa consapevolezza che mi mette in guardia dal far riemergere il lato autodistruttivo che vive sepolto in fondo a me.
E ora che conosco il mio lato oscuro, posso impedirgli di stringermi nella sua morsa, di farmi male, di distruggermi.
Mentre tu? Dov’è la tua consapevolezza? Forse non c’è, forse non l’hai mai avuta, o forse hai semplicemente preferito l’oscurità alla luce.

Anonima

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