Eccola la mia vecchia valigia, l’ho intercettata nel suo ultimo viaggio per l’oblio… verso il macero.
In attesa paziente del mio turno, l’ho incrociata tra le mani di un vecchio e ricurvo signore sceso dalla sua motoretta tutta sgangherata, le sue mani ruvide e segnate dal tempo la tenevano stretta , e come d’incanto i miei occhi e la mia mente hanno avuto una scossa emotiva. Prontamente sono scesa dalla macchina e frettolosamente ho raggiunto quel signore.
Mi scusi, dissi sorridendo, e in quel preciso momento mi guardò con uno sguardo intenso, i suoi occhi umidi, incorniciati dai segni del tempo, erano sorpresi nel vedermi e incuriosito rispose: «diset a mi?»
«Sì, mi scusi…» dissi io un po’ intimorita e sorridente «volevo chiederle se posso tenere io quella vecchia valigia.»
Un raggio di luce passo tra la tesa del cappello e il suo sorriso sorpreso appena accennato.
«Questa? Ma se no te voi altro matelota, ai me nipoti no la ghe serve… l’era de me mama» il suo sguardo si fece cupo e gli occhi lucidi, tese frettolosamente il braccio e me la consegnò.
Ripresi subito il mio viaggio, avevo fretta di tornare a casa, iniziai a fantasticare… chissà quale segreto celava. Sapevo che era sicuramente vuota, era leggera ma qualcosa rumoreggiava al suo interno. Tenerla tra le mani era un’emozione.

Arrivata a casa pulii frettolosamente la polvere, feci scattare le arrugginite serrature, al suo interno c’era un vecchio basco nero e un paio di mutandoni lunghi ingialliti dal tempo, orlati con un prezioso merletto rigorosamente lavorato a mano. Rovesciai tutto sul tavolo senza toccare nulla e il cuore cominciò a pulsare all’impazzata. Il tesoro era adagiato sul fondo e sul coperchio della valigia…

Con una calligrafia curata ed elegante, usando inchiostro di china e pennino, una mano certosina aveva dato forma a intimi pensieri, colorando sentimenti, esprimendo parole e riportandole in tono cordiale su leggere pergamene. Chissà quanto tempo hanno impiegato ad arrivare a destinazione e, soprattutto, chissà se il destinatario aveva pianto nel ricevere la missiva dei suoi cari o della sua amata. Vorrei leggervi questi pensieri ma…. lascio che le mie emozioni e la vostra curiosità entrino in questa polverosa eredità per dare senso al mio fortunato incontro.
Nicoletta Bernardi


