Occhi profondi

Pur adulta, davanti a lei ero tornata bambina.

Una bambina che per la prima volta si mostrava a quella donna, senza barriere, senza maschere, a lei che sembrava così bella, gentile, amorevole e accogliente. In quegli occhi la piccola si perdeva, si era persa fin dal primo giorno, fin dal primo abbraccio, in ogni suo abbraccio si sentiva a casa.

Una bambina che per la prima volta si apriva e veniva vista, riconosciuta, essendosi messa a nudo di tutto, mostrando le sue emozioni, le sue insicurezze, i suoi sentimenti, il suo Essere, con tutte le sue paure, i suoi dubbi, le sue infinite domande, le sue difficoltà, i disagi, le ombre, ma anche tutto il suo amore, la sua dolcezza, la sua tenerezza.

Quanta fiducia, quanto amore, riposti in quegli occhi.

Quegli occhi che sembravano penetrarmi fin dentro l’anima.

A volte sembravano gli occhi duri poi dolci di una mamma, a volte gli occhi comprensivi di una sorella, gli occhi complici di un’amica o gli occhi incoraggianti di una maestra.

Oggi… occhi distanti, assenti, che non vogliono più guardare,
non vogliono più vedere, né la bambina né la donna che sono.

Poi… ho compreso!

Non vogliono perché nei miei occhi vedrebbe il suo riflesso, anche quella parte di se stessa che non le piace.

Quegli occhi assenti non vogliono vedere se stessi nei miei.

Io il tuo riflesso, tu il mio, questo mi hai insegnato.

E quanto era bello quando i tuoi occhi mi guardavano.

Due perle luminose,
dentro le quali vedevo me,
vedevo la profondità del mio mare.

Monia Zampilli

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